Il teatro amatoriale deve molto a Guido Scudellari (1917-2001), capocomico e fondatore della “Filodrammatica Città di Russi – La Compagnia dei Guitti”, del quale, come si è facilmente intuito, è ricorso nei mesi scorsi il decennale della scomparsa (per la cronaca, avvenuta il 23 ottobre del 2001), e cofondatore del Gater.
Guido Scudellari è una persona da non dimenticare, fondamentalmente per due motivi: la sua grande passione educativa e il suo altrettanto grande amore per la natura. E ciò senza nulla togliere ai suoi difetti, ai suoi limiti, ai suoi peccati, fatti questi comuni alla condizione umana di ognuno noi. La passione educativa, oggi purtroppo rara, è stata invece originale; presente in lui fin da ragazzo. A partire dal suo impegno nelle opere parrocchiali di Russi, città dove si era trasferito dalla nativa Godo. Poi nella ‘sua’ famiglia, quale collaboratore della sorella Irma, rimasta vedova troppo presto e con tre ragazzi da tirare su. Quindi ancora nell’associazionismo cattolico post Liberazione, tra Azione Cattolica, San Vincenzo de’ Paoli, Unitalsi e compagnia cantando, così come nella comunità civile: dal servizio politico nella Democrazia Cristiana all’impegno nella Pro Loco, nei Reduci di guerra, nell’Avis e soprattutto nella Filodrammatica. Per quest’ultima, in particolare, Guido Scudellari si è speso non poco per farne un luogo educativo vero, soprattutto per i giovani. Allievo di un maestro come Ettore Masoni, che della “Contardo Ferrini”, come si chiamava allora, è stato il direttore dal 1929 al ‘49, Scudellari, ne ha raccolto l’eredità, guidando la compagnia fino al ‘55, anno in cui si è sciolta, quindi ricostituendola diciotto anni dopo (1973), quale “Compagnia dei Guitti”, guidandola con pazienza ed aprendola a non pochi giovani di diverse generazioni (tra loro fece i primi passi anche una certa Elena Bucci), fino alla fine degli anni ’80, gli ultimi dei quali senza un impegno diretto, ma sempre mettendo a disposizione il suo entusiasmo e la sua esperienza. Scudellari, inoltre, è stato uno dei fondatori del Gater (tra gli altri, ne firmarono l'atto costitutivo mons. Bonetti, 'padre padrone' del teatro filodrammatico regionale negli anni '70 e '80, nonché Giuliano Bettoli, una delle colonne della Berton di Faenza, per non aggiungere altro), che molto ha fatto e continua a fare per la valorizzazione e la diffusione del teatro amatoriale, quale strumento educativo, in special modo per le giovani generazioni.
Anche la passione per la natura è stata viva in Guido Scudellari fin da bambino, esprimendola pienamente nell’amore per la montagna, la quale – affermava – invita ad alzare lo sguardo, a muoversi, come nella vita, passo dopo passo, a scoprire il valore del silenzio e del tempo, a rispettarne ritmi e abitanti – fiori, piante, acque, rocce, animali, uomini –, a contemplare la bellezza, a cercare il Mistero che sottende la vita: l’essere del Creatore, l’essere della creatura.
Si potrebbe aggiungere qualcos’altro sulle sue battaglie con quelli che chiamava i 'cattolici da salotto', ma non è questo il luogo per parlarne, un po’ perché 'quelli' c’erano, ci sono e ci saranno fino alla fine dei tempi, un po’ perché sono quisquilie, rispetto alle due grandi passioni che ha testimoniato e trasmesso nella sua vita.
Elio Pezzi